La moda definisce la storia
ma nello stesso momento in cui diventa “virale”, inizia il Suo inevitabile declino.
Pensiamo alle nostre vecchie foto, quando ci capitano tra le mani una delle
domande più ricorrenti è “ma com’ero vestita?” Inoltre tanti negozi oggi copiano modelli
prestigiosi riproponendone versioni popolari adatte a tutti quelli che, con
forse troppa attenzione, seguono le tendenze lanciate dalle grandi Star.
Com’era la moda un secolo fa?
Negli anni Dieci del 900’ la moda era ancora elitaria, anche se il processo di trasformazione delle tendenze si
era già, tuttavia, allargato alle famiglie borghesi grazie alla Rivoluzione Francese. In effetti le
signore dell’Alt(r)a Società delle più grandi capitali quali New York e Roma, in quegli anni, affrontavano viaggi, spesso oltre-oceanici, per rifarsi
il guardaroba con un’unica destinazione: Parigi.
Parigi in quegli anni era la
capitale dell’Arte e della moda, artisti di ogni dove confluivano in questo
tempio del gusto catalizzando le proprie
energie nella creazione di splendidi oggetti di alta moda, gioielli e accessori
con design accattivante e innovativo. I
saloni dell’abbigliamento parigino erano un vero “status symbol” per coloro che
avevano il privilegio di farne parte. La
trasferta parigina aveva come obiettivo la conquista dell’ultimo modello di
lingerie o abiti da sera e i saloni erano delle vere sale per il Tè, in cui le gentil donne discorrevano di arte, moda e
letteratura, guardando sfilare la dama di turno che, circondata da specchi e
occhi indiscreti camminava leggiadra. L’ innovazione della moda, come già
accennato, aveva subito una rapida accelerazione durante l’era napoleonica ma
nel primo 900’ ebbe un’ulteriore evoluzione, anche grazie all’avvento della fotografia e del cinema muto; ben
presto gli stilisti pensarono bene di immortalare le proprie creazioni: il
primo a sfruttare la tecnologia nel campo della moda fu Paul Poiret, geniale artista e innovatore, un vero colosso della
moda della Belle Epoque. Le sue
ideazioni scombussolarono la tradizionale concezione della moda, provocando un
radicale cambiamento nell’approccio al mondo della stoffa, creando un’immagine
della donna assolutamente nuova, raffinata e disinvolta, bel lontana da quella
“robotica” costretta dai rigidi bustini ottocenteschi, prediligendo stoffe morbide che ne sottolineavano i movimenti. L’dea di realizzare un book
fotografico, dimostra quanto Poiret fosse lungimirante, oltre che
geniale designer. Nel 1908 pubblicò le prime immagini dei suoi modelli,
disegnate per mano di Paul Iribe e
nel 1911 passò alla fotografia, con l’aiuto di Edward Steichen, per la rivista “L’Art de la robe” di Paul Cornu.
Vogue l’ha giustamente definito:
"Personalità del calibro di Picasso, Le Corbusier e Bakst diedero il loro contributo alle opere di Monsieur Poiret, la cui "corte" fu in continuo fermento nel primo decennio del Novecento. Una vivacità culturale e artistica destinata a segnare un'epoca."

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